In sintesi
Per definire obiettivi ambientali aziendali misurabili, si può partire dai dati già raccolti per il report di sostenibilità. Un confronto tra i consumi di una sede e i suoi orari di attività, ad esempio, può far emergere uno spreco su cui intervenire. Una volta individuata la causa, l’azienda può stabilire quanto ridurre i consumi, entro quando e quale KPI seguire durante l’anno per verificare se l’intervento produce il risparmio atteso.
Il report è pronto. I dati sui consumi sono stati raccolti, le emissioni calcolate, le tabelle aggiornate. Quando si prepara il piano per l’anno successivo, però, quanto pesano quei numeri nella scelta degli obiettivi ambientali aziendali?
Raccogliere le informazioni richiede tempo e coinvolge più persone, da chi recupera le bollette a chi controlla i dati della flotta o registra rifiuti e materiali. Fermarsi alla pubblicazione del report significa utilizzare solo una parte del lavoro svolto.
Da quelle informazioni possono nascere scelte precise, come approfondire i consumi di una sede, correggere una procedura o destinare un budget a un impianto. Occorre capire quale problema affrontare e quale miglioramento sia realistico ottenere con le risorse disponibili.
Una sede consuma più energia dell’anno precedente. È il segnale di uno spreco? Non necessariamente. Potrebbero essere aumentati gli orari di apertura, il personale o le attività.
Il totale annuo segnala una variazione. Per comprenderla bisogna osservare i consumi nei diversi periodi e capire che cosa è cambiato nella sede.
I KPI ambientali sono gli indicatori scelti per seguire le prestazioni dell’azienda, come il consumo energetico per unità prodotta. Il KPI misura l’andamento; l’obiettivo stabilisce quale valore raggiungere ed entro quando.
Qui ECCO Sostenibile può aiutare. Raccoglie e organizza i dati ESG anche tramite importazioni e connettori con i sistemi aziendali e consente di confrontare gli indicatori nel tempo e tra unità organizzative. Chi si occupa di sostenibilità può usare questi confronti per circoscrivere un’anomalia e approfondirla con il responsabile della sede.
Il software mette a disposizione le informazioni e il confronto con chi conosce le attività aiuta a spiegarle. Se i consumi aumentano dopo l’estensione dei turni, la spiegazione può essere diversa rispetto a un aumento registrato senza cambiamenti nelle attività della sede.
Lo stesso vale per i rifiuti. Produrre più scarti mentre aumentano gli ordini è diverso dal produrne di più a parità di lavorazioni. Nel secondo caso, potrebbe essere necessario controllare la qualità dei materiali acquistati o una fase del processo produttivo.

Immagine generata con AI
Gli obiettivi ambientali richiedono tempo, budget e persone. Per decidere quali interventi avviare, bisogna stimare quanto possono incidere e che cosa serve per realizzarli.
Sostituire un’apparecchiatura comporta un investimento e tempi di installazione. Correggere un’impostazione errata può richiedere poche ore. In altri casi, il problema nasce da una procedura poco chiara e va affrontato con chi la applica ogni giorno.
Il confronto tra responsabile della sostenibilità, manutenzione, acquisti e gestione delle sedi permette di distinguere le azioni attuabili subito da quelle da inserire nel budget successivo. Per stabilire da dove partire, occorre considerare sia tempi e costi degli interventi sia quanto possono contribuire a ridurre consumi, emissioni o sprechi.
Prendiamo il caso ipotetico di una sede in cui il consumo elettrico resta elevato anche durante la chiusura. Una verifica mostra che parte della climatizzazione continua a funzionare con gli stessi orari impostati prima di una modifica dei turni.
Il problema è circoscritto. Il responsabile della sede può controllare le esigenze effettive, correggere la programmazione e osservare i consumi nelle settimane successive.
La riduzione attesa va stimata sulla base del risparmio tecnicamente ottenibile. Per assegnare un impegno chiaro occorre definire quattro elementi:
Scrivere “ridurre i consumi energetici” lascia aperte troppe domande. Specificare sede, intervento, traguardo e responsabile permette di organizzare il lavoro e valutarne l’esito.
Nel confronto andranno considerate anche le condizioni che influenzano il consumo, come temperature esterne e orari di attività. Altrimenti si rischia di attribuire alla modifica degli impianti un risparmio dovuto, almeno in parte, a una stagione più mite.
Per raggiungere gli obiettivi ambientali occorre controllare durante l’anno sia l’avanzamento degli interventi sia i risultati ottenuti. Aspettare il bilancio finale significa rischiare di scoprire un ritardo o un problema quando il tempo per intervenire è ormai limitato.
La frequenza dei controlli dipende dal fenomeno osservato e dai dati disponibili. Per alcuni consumi è utile una verifica mensile, mentre altri indicatori richiedono un confronto trimestrale o stagionale. Bisogna anche tenere conto delle condizioni operative. Un mese di chiusura parziale, ad esempio, può registrare consumi inferiori semplicemente perché la sede è stata utilizzata meno.
Se il miglioramento atteso non arriva, il primo passo è accertarsi che l’intervento sia stato completato e che sia trascorso il tempo necessario per valutarne gli effetti. Si possono poi approfondire le cause dello scostamento. La nuova programmazione della climatizzazione copre davvero gli orari di utilizzo? Le attività della sede sono aumentate? Altre apparecchiature stanno assorbendo più energia?
Registrare l’esito dei controlli e le modifiche effettuate permette di decidere come proseguire senza ripartire ogni volta da zero. Anche un risultato inferiore alle attese può aiutare a pianificare meglio gli interventi successivi, se l’azienda riesce a capire che cosa non ha funzionato e perché.
Bollette, registri dei rifiuti e informazioni sulla mobilità fanno spesso capo a uffici diversi. Se ogni riunione richiede di recuperare nuovamente i file e chiedere conferma dei valori, buona parte del tempo viene assorbita dalla preparazione.
Con ECCO Sostenibile, le informazioni raccolte per la rendicontazione restano disponibili anche per le analisi interne. Il responsabile della sostenibilità può riprendere gli indicatori, confrontare i periodi e portare ai colleghi i dati su cui discutere gli interventi.
Nel caso della sede con consumi anomali, questo significa tornare sugli stessi indicatori dopo la modifica e valutare l’andamento insieme a chi ha seguito il lavoro. La direzione avrà elementi più solidi per decidere se estendere l’intervento ad altre sedi o destinare risorse a un problema diverso.
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