Si parla sempre di più di Scope 3 a causa della crescente consapevolezza dell'impatto ambientale complessivo delle aziende e della necessità di una rendicontazione sempre più accurata e trasparente. Le emissioni Scope 3, che riguardano le emissioni indirette lungo tutta la catena del valore di un'azienda, spesso rappresentano la quota maggiore dell'impronta di carbonio aziendale e, di conseguenza, un'area critica per la riduzione dell'impatto ambientale.
Stakeholder, investitori, normativa (CSRD, GRI, tassonomia UE) chiedono rendicontazioni complete. Eppure, lo Scope 3 è il più complesso da rendicontare, anche se, in realtà, è quello più impattante (ha un’incidenza fino al 70-90% delle emissioni totali).

Le emissioni Scope 3 comprendono tutte le emissioni indirette della catena del valore aziendale, dalla produzione alla distribuzione fino all’uso finale dei prodotti. Dal 2023, la direttiva CSRD obbliga le aziende europee a monitorarle e includerle nella rendicontazione ESG. Se in passato si consideravano solo le emissioni dirette (Scope 1) e quelle da energia acquistata (Scope 2), oggi lo Scope 3 è essenziale per calcolare l’impatto ambientale complessivo.
Lo Scope 3 comprende tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore dell’azienda, che non sono, però, sotto il diretto controllo dell’impresa. Sono suddivise in 15 categorie secondo la normativa ISO 14064, tra cui: trasporti e distribuzione a monte, viaggi di lavoro, scarti di produzione e rifiuti, pendolarismo, uso dei prodotti, fine vita, investimenti, ecc.
Per rendicontare lo Scope 3, però, ci si imbatte in diverse difficoltà. In primis perché si tratta di dati esterni all’organizzazione, collegati a fornitori, clienti, partner. Un altro dei problemi riguarda l’utilizzo di strumenti e sistemi propri, quindi formati eterogenei e, a volte, incompleti. Inoltre, il metodo di calcolo è variabile. A queste difficoltà vanno ad aggiungersi la mancanza, molto spesso, di strumenti automatizzati e talvolta anche di competenze interne adeguate e di personale qualificato.
Per poter calcolare correttamente lo Scope 3 serve un approccio strutturato, che prevede una visione d’insieme e l’integrazione dei dati, oltre a coerenza metodologica, allineamento agli standard (GHG Protocol, GRI, CSRD), automatizzazione del flusso per evitare errori, ritardi e “buchi”.
Grazie a ECCO Sostenibile, raccogliere e organizzare i dati necessari per redigere un report di sostenibilità chiaro e conforme. Il software è pensato per supportare le aziende nella gestione delle emissioni di Scope 3, offrendo un pacchetto specifico che permette di monitorare l’impatto lungo l’intera catena del valore e di individuare con precisione le aree di miglioramento. La raccolta dei dati avviene in maniera automatica e strutturata, con importazione da fonti diverse (ERP,file excel) e organizzazione immediata per categoria di emissione.
A rendere il processo ancora più affidabile c’è un database costantemente aggiornato, basato su fattori di emissione validati e adattabile ai diversi settori. Questo consente un calcolo trasparente e accurato, che collega attività, materiali, trasporti e output, garantendo una fotografia realistica delle emissioni Scope 3. I report generati rispettano gli standard internazionali, gli standard GRI, con possibilità di export automatico per il bilancio di sostenibilità.
Per rendere i dati immediatamente fruibili, ECCO Sostenibile offre dashboard intuitive e KPI dedicati, con visualizzazioni chiare per categoria, confronto tra reparti o sedi e analisi temporali. Infine, l’integrazione con i sistemi aziendali è garantita da connettori flessibili, che permettono la sincronizzazione sia tramite Excel sia attraverso protocolli web sicuri.
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